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Medicina preventiva

Medicina preventiva per il cancro mammario

Il cancro mammario è il secondo cancro più frequente nella donna.
È una patologia che insorge nella quasi totalità dei casi in maniera asintomatica e, non effettuando prevenzione accurata, la diagnosi avverrebbe tardivamente complicando la prognosi.

E’ possibile eseguire semplici procedure diagnostiche per ridurre il rischio ed individuare patologie neoplastiche in fase iniziale.

Per pazienti asintomatiche e non a rischio è raccomandabile eseguire:

autopalpazione e controllo clinico una volta l’anno se di età inferiore ai 40 anni, mammografia ogni 12 – 18 mesi (l’ecografia può validamente integrare l’esame mammografico) se di età compresa tra 40 e 50 anni, mammografia ogni 18 – 24 mesi ed ecografia per integrazione se di età superiore a 50 anni.

Per pazienti a rischio ovvero con parenti di primo grado con carcinoma mammario e/o ovarico diagnosticato in età inferiore ai 45 anni è raccomandabile eseguire:

autopalpazionecontrollo clinico una volta l’anno e valutazione dei geni BRCA1-BRCA2 se di età compresa tra 25 e 30 anni, mammografia ogni 12-18 mesi. (l’ecografia può validamente integrare l’esame mammografico) se di età compresa tra i 30 e i 50 anni, mammografia ogni 18 – 24 mesi ed ecografia per integrazione se di età superiore ai 50 anni.

 

Medicina preventiva per il carcinoma della prostata

Il carcinoma della prostata è in Italia il cancro più comune che colpisce l’uomo, con un incidenza del 12% e, nella maggior parte dei casi, è asintomatico. Più del 30% dei tumori è diagnosticato in fase avanzata. L’importanza e l’efficacia della prevenzione del carcinoma prostatico è accertata da anni in cui lo screening della popolazione generale con età superiore a 50 anni, tramite il dosaggio del PSA, ha dato risultati soddisfacenti in termine di diagnosi precoci e di migliore prognosi del tumore. Il dosaggio del PSA non è il solo esame utile per uno screening preventivo. Nuove possibilità diagnostiche, infatti, permettono oggi ai clinici di monitorare passo dopo passo la patologia prostatica e la sua eventuale evoluzione anaplastica ma tali indagini necessitano di consulenze specialistiche.

Tutti gli uomini di età maggiore di 50 anni devono effettuare protocolli diagnostici di prevenzione almeno una volta l’anno.

E’ consigliabile eseguire visita urologica con esplorazione digito rettale, dosaggio del PSA/fPSA, per valori di PSA compresi tra 2-10 eseguire il calcolo del valore di Prostate Health Index ( indice PHI), per valori di PHI positivi è consigliabile l’esecuzione dell’ ecografia con biopsia prostatica, in caso di esito di biopsia favorevole eseguire dopo un anno PCA3 score :indice di rischio per valutazione re-biopsia.

 

Medicina preventiva del carcinoma alla cervice uterina

Il tumore della cervice uterina è un carcinoma che colpisce le cellule della cervice uterina. Del tumore della cervice uterina sono stati compresi i meccanismi patogenetici per cui oggi è possibile effettuare protocolli di screening estremamente efficaci.

Per una corretta prevenzione si raccomanda di eseguire:

  • Screening da iniziare all’età di 21 anni.
    Per donne di età compresa tra i 21 e i 29 anni l’esecuzione della sola citologia cervico-vaginale (metodologia classica o thin prep) è raccomandata ogni 3 anni.
  • Per donne di età compresa tra i 30 e i 65 anni deve essere effettuato lo screening integrato con citologia e ricerca HPV (vai) con eventuale tipizzazione.
    Lo screening, se negativo , va effettuato ogni 5 anni.
  • Donne vaccinate per HPV devono sottoporsi agli stessi controlli di screening delle non vaccinate.

La conoscenza della correlazione tra infezione da Papillomavirus ( HPV) e carcinoma e lo studio delle alterazioni citologiche provocate dal virus stesso permettono di adottare indagini diagnostichce che permettono individuazione di lesioni pretumorali.

Le casistiche dimostrano inconfutabilmente che lo screening per il tumore al collo dell’utero è in grado di ridurre l’incidenza e la mortalità per questa neoplasia.
Uno screening regolare è l’unica arma che le donne hanno a disposizione contro il tumore.

Grazie al Pap-test e al test dell’HPV il tumore della cervice è diminuito del 75%.

 

Medicina preventiva del carcinoma del colon

Le diverse abitudini alimentari e l’allungamento dell’età media hanno fatto si che il carcinoma del colon sia il tumore di più frequente insorgenza e il secondo per mortalità.
I programmi di screening sono quindi tesi all’individuazione delle lesioni precancerose.

Il rischio cumulativo in pazienti asintomatici è del 6% ma aumenta con l’età.

Le caratteristiche fisiopatologiche dell’insorgenza del tumore del colon-retto sono tali che l’attuazione di programmi di screening si sia rilevata di grande efficacia: l’esistenza, infatti, di una lesione precancerosa, nel 97% dei casi rappresentata da un adenoma, da cui deriva il tumore, fa si che il riconoscimento e la rimozione della lesione adenomatosa interrompa la sequenza adenoma-carcinoma.

È stata dimostrata una componente genetica nello sviluppo del carcinoma per cui il rischio di sviluppare carcinoma del colon retto (CCR) aumenta in alcune condizioni quali la familiarità e nelle seguenti patologie: Rettocolite ulcerosa (30%), Morbo di Chron > 5-10%, Poliposi Adenomatosa Familiare 100%, HNPCC > 80%.

Le casistiche dimostrano inconfutabilmente che lo screening per il tumore è in grado di ridurre l’incidenza e la mortalità per questa neoplasia.

I protocolli da utilizzare in pazienti a rischio generico di età superiore ai 50 anni comprendono l’esecuzione della ricerca di sangue occulto nelle feci con Colonscopia Endoscopica/Colonscopia Virtuale.